mercoledì 19 luglio 2017

Einstürzende Neubauten @ Flowers Festival - Collegno 18/07/17

A sei anni quasi esatti dal concerto di Torino, ieri si è replicato nella cara vecchia cornice della Certosa di Collegno.
Dopo svariate defezioni più o meno all'ultimo minuto, siamo solo io e V a trovarci sotto il palco dei Neubauten, che in questo post chiamerò sempre così e mai Einstürzende, per evitare di cambiare continuamente il layout di tastiera per poter mettere l'Umlaut, e per risparmiarmi inutili copia/incolla.
I Neubauten (appunto) si devono ancora palesare (lo faranno con circa mezz'ora di ritardo, poco meno) e io do un'occhiata alla "strumentazione" che fa già bella mostra di sè, neanche fossimo in un cantiere navale o nell'officina di qualche scienziato pazzo. Sei anni fa non sapevo assolutamente cosa aspettarmi ed ero rimasto piuttosto colpito e intimorito dalla visione di tutta quella ferraglia industriale, immaginandomi i deliri sonori che sarei andato ad ascoltare di li a poco. Ieri sapevo più o meno cosa aspettarmi e lo stesso son rimasto piuttosto colpito da quel che ho visto: tranne che per uno o due giochini, i ferri delle torture erano esattamente gli stessi. Un piccolo seme di sospetto faceva capolino nella mia percezione.
Si inizia e ad aprire le danze, ieri come sei anni fa, sono le ipnotiche note di The Garden. Le uniche differenze sono riscontrabili nella mancanza della canottiera indosso ad Alexander e della pioggia che batte sul tetto del teatro. In effetti ieri il tetto mancava proprio, perchè il Padiglione 14 ospita i concerti all'aperto. Il seme cresce, ma è davvero un bel sentire.
Passano circa due ore e i Neubauten ci deliziano con un pezzo più bello dell'altro, ma...praticamente la scaletta è, magari non per ordine dei brani, ma per loro selezione si, la fotocopia di quello di sei anni fa. Tutto suonato estremamente bene e piacevole da ascoltare, ma praticamente una replica. Il semino è ormai diventato un baobab, che continua a crescere quando mi accorgo che parte degli aneddoti di Blixa sono anche loro li stessi di allora.
è chiaro che siamo di fronte a sei musicisti che si esibiscono sicuramente bene, ma anche con evidente, eccessivo, stanco mestiere. Stessa strumentazione, stessa scelta dei pezzi, stesse cose dette sul palco...mi pare un paradosso se si parla di una delle band più innovative e sperimentali di sempre.
Era ovvio sin da subito, sin dall'acquisto del biglietto, che si sarebbe andati a vedere un greatest hits, ma certo una qualche escursione nel periodo più industrial non avrebbe guastato. Non sono un loro estimatore, nè un grande conoscitore del loro catalogo, ma posso dire con certezza che i pezzi eseguiti ieri erano davvero alla portata di tutti, dei super -classiconi che anche l'ascoltatore occasionale come il sottoscritto poteva facilmente riconoscere. Questa non è di per sè una cosa negativa, ma quando a distanza di sei anni ci si ritrova ad assistere ad un concerto che è la fotocopia di quello precedente, si ha qualche dubbio che il discorso del greatest hits lasci il tempo che trovi.
Io ho avuto la netta sensazione che il gruppo si sia ormai completamente seduto sul proprio repertorio e non sperimenti più di quanto non facciano gli U2. Un peccato, perchè in due ore non è sempre facile trattenere gli sbadigli.
Ripetitività a parte, siamo soddisfatti, ma forse, anche solo per l'allora maggior interazione e partecipazione di Blixa, quello di sei anni fa ci è piaciuto di più.
Si accendono le luci e io, come al solito, mi chiedo se qualcuno dei Marlene non sia tra di noi. Perchè? Beh rileggete il post del vecchio concerto, o questo.
Ci spostiamo per andare a prendere da bere e una delle prime persone che incontrano il mio sguardo è Cristiano Godano. Il seme cresce in uno smisurato senso di déjà vu.
La tentazione è forte e non resisto. Cristiano sta parlando con un'altra persona, ma io gli vado incontro lo stesso. Giusto il tempo di un saluto "sabaudo", come dice V. Ci stringiamo la mano e ci diamo appuntamento a Milano, per il prossimo concerto, perchè so che lui sarà anche li, non è vero, Chris? "è ovvio! Non c'è neanche da dirlo!" mi risponde.
Beh, poi ve lo racconterò, tanto avete già capito di quale concerto si tratti, no?

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