martedì 16 agosto 2016

NIRVANA - "Live And Loud"

A tre mesi di distanza dall'uscita di In Utero e a uno dalla performance acustica dell' MTV Unplugged, i Nirvana salgono sul palco del Pier 48 di Seattle per tenere un concerto di supporto al loro terzo e ultimo disco.
Le registrazioni di In Utero sono state estenuanti.
Il gruppo voleva riportare il suo sound verso uno stile più grezzo e meno prodotto del precedente Nevermind, album epocale, che aveva segnato indelebilmente il successo della band, le vite dei tre musicisti, la musica alternative (e non solo, degli anni '90) e l'esperienza musicale di un'intera generazione.
Ma fare un passo indietro, dopo aver registrato un album come Nevermind, non è mai una cosa facile, anche per un gruppo grunge.
Kurt e soci si dannano per rendere il sound il più abrasivo e diretto possibile, ma fino all'ultimo, la mano della produzione passa a limare, smussare, lucidare e rifinire tutti i brani, per poterli rendere maggiormente "radio-friendly".
Lo stesso titolo originale del disco viene cassato: I Hate Myself And I Want To Die. Come si sarebbero potuti passare su MTV i brani di un album con quel titolo? Eppure in quella frase c'era tutto il Cobain di quel periodo, che offriva una chiave di lettura drammaticamente chiara e infraintendibile di ciò che aveva scritto su quell'album. A distanza di più di vent'anni, In Utero ci suona ora come un'opera terminale, di quelle che mettono perentoriamente il punto alla carriera di una band. Kurt l'aveva già ben chiaro nel '93. Aveva già detto allora che In Utero sarebbe stato l'ultimo lavoro della band. I Nirvana avevano raggiunto il loro zenit e da li in poi non avrebbero potuto che tramontare più o meno lentamente (Cobain avrebbe preferito spegnersi il più velocemente possibile, con la stessa rapidità di un colpo di fucile alla testa); si stavano trasformando in qualcos'altro, in un mostro a più teste fuori dal loro controllo e dalla loro volontà, in una metastasi divoratrice aberrante e deformante. I Nirvana scelgono l'eutanasia e In Utero è il loro testamento. E' un disco in cui si parla di amore e odio, vita e morte, vendetta e apatia; ogni cosa si completa nel suo contrario, a formare una cosmogonia chiusa e finita, pronta per essere consegnata ai posteri.
Ma il carrozzone del music biz prevede che non ce la si possa cavare così a buon mercato: bisogna promuovere il proprio lavoro suonando quei pezzi dal vivo, di fronte a migliaia di fan pronti a spendere i propri soldi per gustarsi l'altrui sofferenza come fosse una qualsiasi altra emozione di cui nutrirsi.
Solo che Kurt non era Freddy Mercury, l'avrebbe detto di li a poco nella sua ultima lettera: non si divertiva più, non se la sentiva più di stringere i denti, tenere duro e fingere di farcela in nome di uno spettacolo che deve continuare. Ma queste motivazioni al music biz proprio non interessano.
"Solo una punturina, passerà tutto, ma potresti avvertire un po' di nausea. Riesci ad alzarti? Credo proprio che stia facendo effetto, bene. Questo ti terrà su per tutto il tempo dello spettacolo; forza, è ora d'andare".
I Nirvana a dicembre salgono sul palco del Pier 48 di Seattle; ad attenderli una folla di ragazzi esultanti e le telecamere di MTV.
Kurt avanza verso il microfono imbracciando la sua Fender; è bello come non mai, nei suoi jeans over size e nel suo maglioncino blu, ma ha gli occhi bassi e lo sguardo perso nel vuoto.
"Now can you fake it for one more show?".
Il loro desiderio non è stato rispettato: il suono è studiato per far suonare bene ogni singolo feedback che esce da quella Fender e il gruppo si presta alla pantomima suonando benissimo ogni brano.
Gran parte della scaletta è dedicata ai pezzi di In Utero, ma c'è spazio per una versione elettrica di The Man Who Sold The World, la cover di Bowie già immortalata nell'Unplugged, Sliver da Incesticide, qualche ripescaggio da Bleach e qualche altra concessione alle gemme di Nevermind. Non è un caso che Smells Like Teen Spirit non figuri nella setlist. Questa omissione sembra l'unica libertà che sia stata concessa al gruppo, che forse se l'è presa con la forza: quella canzone è stato l'inizio di tutto e la fine di tutto; Kurt non la sopporta più e non ha nessuna intenzione di suonarla.
Alla fine di qualche pezzo, il cantante si ferma per un istante a fissare il pubblico, poi sfoggia un fintissimo sorriso robotico e abbozza un altrettanto posticcio "thank you", carico di un'amarezza che fa male a sentirla, per poi tornare immediatamente apatico.
Superata la metà del live la band si ritira nel backstage e quando ritorna sul palco Kurt ha una sigaretta tra le labbra. Osserva nuovamente il pubblico e sarcasticamente gli rivolge la domanda "allora, perchè siete ancora qui?". 
Vengono suonati altri pezzi e probabilmente la scaletta ne avrebbe compreso ancora qualcuno (forse proprio la più attesa, Teen Spirit), ma Kurt abbassa il volume della chitarra e si avvicina a Krist sussurandogli qualcosa nell'orecchio. Il bassista ascolta pensieroso e annuisce. Poi Kurt si gira verso Dave e gli comunica lo stesso annuncio. Non sappiamo cosa si siano detti, ma a giudicare da quello che succede dopo, probabilmente Kurt avrà detto una roba del tipo "ok, chiudiamola qui! Niente Teen Spirit, non ce la faccio più. Cominciate voi, io vi seguo: spacchiamo tutto!".
Krist si inginocchia e comincia a scordare e sbattere il suo basso a terra, Dave tiene il tempo con una cassa incalzante e Pat abbozza qualche nota dissonante. Inizia una jam che ha davvero poco di armonico e trascinante. Forse i ragazzi sono stati un po' presi alla sprovvista e l'improvvisazione prende una virata delirante con ben poco di interessante e "musicale" anche per chi apprezza i momenti noise. Il tutto sfocia ovviamente in una Endless Nameless che forse è la cosa più rappresentativa dello stato d'animo del gruppo, libero dalle costrizioni del dover suonare i "singoli" e doversi prostituire per il bene e il piacere di qualcun altro. Furia, rabbia e sconsolatezza prendono il campo e si trasformano in un caos primordiale che, come prevedibile (anche questo fa parte di un canovaccio collaudato centinaia di volte?..) porta alla distruzione di ogni cosa stia sul palco, ad iniziare dagli strumenti. Kurt è a terra e mentre sevizia la sua chitarra invita il pubblico a salire sulla scena e a prendere parte a questa ribellione luddista che è la celebrazione dell'anti-show, l'anti-rock, e l'anti-biz per eccellenza. E' un invito ad abbattere l'invisibile barriera tra musicisti e spettatori e forzare questi ultimi a condividere attivamente e sullo stesso livello il vero sentimento di antagonismo e impotenza che scorre nelle vene della band di Seattle. Si scatena la Rabbia contro la Macchina. 
Kurt si alza e fronteggia le telecamere di MTV a viso aperto e non trova niente di più immediato e urgente da esprimere che sputarci sopra. Mentre la sua saliva cola sul miope obbiettivo della telecamera, oggetto intruso e nemico operato dalle mani di chi il music biz lo fa e lo fa patire a gente come Cobain, la folla si riversa parzialmente sul palco che viene raso al suolo.
Kurt imbraccia la Fender come fosse un'ascia e si scaglia contro la senografia, composta da due manichini, gli stessi che compaiono nel video di Heart-shaped Box e sulla copertina di In Utero; con un colpo secco ne decapita uno. 
E' un'immagine dal forte significato metaforico: un angelo sezionato e scarnificato a cui viene divelta la testa da una chitarra. E' la perdita dell'innocenza, della personalità, della volontà e della vita di un essere sensibile e indifeso ad opera della musica, trasformatasi da medicina a malattia inestirpabile. Pochissimi mesi dopo quest'immagine si concretizzerà materialmente e tragicamente nella casa di Cobain.
Kurt non ha più il suo strumento e rivolge un ultimo sguardo allucinato al suo pubblico, strabuzzando gli occhi e facendo una smorfia di derisione, applaudendo sarcasticamente, come a dire "vi è piaciuto lo spettacolo, brutti stronzi?".
Esce di scena.
E' la fine.

mercoledì 3 agosto 2016

"Close to the edge, down by a river"

Yes, Close To The Edge

martedì 10 maggio 2016

RN Live - Minestrone

Noi stasera ci facciamo un po' di minestrone. E tu?...
http://www.zipnews.it/radio.php

lunedì 2 maggio 2016

RN Live - Minestrone

Avete notato come le preghiere delle Creature della Notte invocate la scorsa settimana abbiano sortito il loro effetto richiamando cieli e temperature invernali nel bel mezzo della primavera?
Sicuramente se avevate i termosifoni attaccati all'impianto centralizzato spenti avrete quantomeno battuto i denti come il sottoscritto.
Quale occasione migliore quindi di mangiarci insieme un bel Minestrone caldo?
Questa tipologia di trasmissione è stata proposta già diverse volte, ma non con questo nome; ora ho deciso che potrebbe tutto sommato essere codificata in uno dei formati di RN.
Quali sono le sue caratteristiche? Sostanzialmente è composto da tutti quei pezzi che seleziono e metto da parte per integrare i vostri Free Ride. Talvolta la lista cresce così tanto che diventa una vera e propria playlist con delle micro tematiche interne composte da brani che mi piacerebbe associare e farvi sentire senza soluzione di continuità e che quindi risulterebbero inadatti e troppo invadenti per un Free Ride.
Tuttavia il Minestrone non è una serata a tema. è davvero un misto di artisti e generi molto diversificati, che a un certo punto, per il caso o le mie associazioni mentali e uditive si incrociano e hanno l'occasione di dividere una playlist comune, che per quanto fatta di cose diverse, ha un suo sapore ben definito. è quindi diversa da quel pout pourri che ha aperto la nuova stagione degli streaming di RN.
I pezzi sono selezionati dalla mia collezione di dischi, da ciò che ho scoperto di recente on-line, da quello che mi ronza in testa per intere giornate o mesi e da ciò che non è mai sparito dal mio fedele lettore MP3.
Quindi il Minestrone è divertente e piacevole per almeno tre ragioni diverse:
- Come il Free Ride presenta una scelta di brani vari e spesso inaspettati, dalla quale poter trarre interessanti spunti per futuri ascolti di approfondimento.
- A differenza del Free Ride i brani sono spesso collocati in modo da dare una specifica direzione alla playlist, che toccherà delle micro tematiche lungo il suo svolgimento.
- Artisti e generi provengono dai campi più disparati, ma sono presenti ovunque dei punti di contatto, che possono essere musicali (melodici, o armonici), lirici (associazione di tematiche comuni), stilistici o emotivi.
 Sarà dunque curioso prestare attenzione ai raccordi che portano da un genere all'altro senza soluzione di continuità; per usare una metafora culinaria è un po' come quando ci si concentra nell'assaporare un cibo o un vino e ne si colgono tutte le sue fragranze, i cambi di tonalità, di corpo e consistenza che creano delle stratificate variazioni sul tema, solo superficialmente scollegate tra di loro, ma a ben sentire, legate da un sottile ed invisibile filo conduttore che contribuisce a rendere il piatto saporito e unico.

Se vi è venuta fame vi aspetto, come sempre, martedì alle 21.00, qui.

martedì 26 aprile 2016

RN Live - Prima dell'Estate

Prima dell'arrivo dell'Estate
l'Inverno sferza il suo colpo di coda sulla gelida terra.
Prima che i passeri comincino a cantare e i fiori a odorare,
prima che i cuori si riscaldino e ritornino a pulsare, prima che il sole infonda il suo calore sul nostro sasso siderale,
l'Inverno mostra i denti per un'ultima volta.
La luna torna a splendere sanguigna, gonfia nel freddo ventre di un cielo senza stelle, dietro il lattiginoso velo delle nubi, spettrale alito di anime morenti.
Nei boschi e nelle foreste, tra gli alberi e gli irti cespugli tra le rocce
le Creature della Notte si radunano per un ultimo saluto al mondo del Freddo.
Prima di ritornare ai loro bui recessi, in cerca di riparo e conforto dalla Luce, si organizzano in un Sabbath nel quale rivolgeranno canti e preghiere all'ebbro astro sidereo e alle cose di questo mondo che vivono sotto di esso e dentro di noi.
Prima dell'Estate ancora l'Inverno.
Prima della Luce di nuovo il Buio.

La macchina di Radio Nowhere questa sera si ferma nelle foreste del profondo e misterioso nord.
Al buio, accarezzati dal vento freddo che porterà a noi odori di legni, erbe, fumi e lontani incensi, osserveremo il rito del saluto alla Stagione del Buio.
La musica che ci accompagnerà durante la serata sarà Black Metal, quindi questo viaggio non sarà facile e sicuramente non per tutti i palati, ma a RN piace spingersi lontano e portarvi dove avete solo sognato di andare o temuto di capitare.
Non sono nè un fanatico, nè un esperto di questo genere, ma ci sono dei periodi in cui lo prediligo agli altri, proprio per il suo potere evocativo e suggestivo. La selezione che ho fatto da maggior risalto al "True Black Metal" norvegese, quello disperatamente violento e lacerante, che principalmente parla di solitudine e divinità pagane dimenticate, suonato con strumenti di fortuna, spesso in condizioni disastrose e volutamente low-fi. Molto lontano da quel tipo di black tanto in voga negli ultimi decenni, più incentrato sulle orchestrazioni barocche e pompose, su arrangiamenti faraonici, più indirizzati verso un certo gusto melodico che strizza l'occhio alla disgustosa e stucchevole interpretazione del concetto di gotico che viene data in questi anni fatti di letteratura e cinema da quattro soldi. I pezzi che ho scelto sono molto "atmosferici", nel senso che appunto hanno una grande valenza suggestiva, ma son davvero lontani dalla ricerca di un facile e compiacente gusto melodico.
Se ve lo state chiedendo, il satanismo non c'entra nulla, o quasi. Spesso questo è usato da alcuni di questi gruppi come uno specchietto per le allodole, ma si tratta in realtà più di una presa di posizione contro la Chiesa Cattolica, che dell'adorazione del Maligno. I cattolici, sin dalla notte dei tempi, hanno fatto tabula rasa di intere culture e religioni pagane autoctone nelle nazioni da loro conquistate. Questa cosa è vissuta con una certa passione soprattutto in Norvegia, dove certi gruppi di "attivisti" auspicano ad un ritorno alle vecchie tradizioni nazionali, ripudiando le imposizioni della Chiesa e usando il black metal come veicolo espressivo. Questa condivisibile posizione è stata spesso messa in pratica con atti di violenza e vandalismo non scusabili, e poi ci sono davvero degli imbecilli che si mettono ad adorare Satana, ma il discorso è parecchio lungo, complesso e spinoso e non mi sembra il caso di farlo qui, ora. Alla fine a noi interessa la musica e le sue suggestioni; mettetela così: sarà un po' come vedere un film horror per godersi il brivido della suspance e della paura, ma questo non farà di voi dei mostri o dei serial killer.

Sarò io invece ad uccidervi se non vi paleserete questa sera alle 21.00, a questo indirizzo!
Oltre ai gruppi norvegesi avrete l'occasione di ascoltare anche band provenienti da Svezia, Finlandia, Russia, USA, Inghilterra, Francia e Italia.
Parole d'ordine: scream, growl, corpse painting, low-fi, tremolo picking, blast beat.
Listen to them, Children of the Night. What music they make.

lunedì 18 aprile 2016

RN Live - Free Ride

Radio Nowhere vi aspetta come tutti i martedi, domani, alle ore 21.00.
Facciamoci ancora un Free Ride prima di riprendere con le trasmissioni a tema!
I link ormai li conoscete anche se non ve li sto a postare sempre, no?
Vabbè, ho capito: http://www.zipnews.it/radio.php

lunedì 11 aprile 2016

RN Live - Free Ride

Ci ritroviamo domani, h. 21.00 con il Free Ride, lo streaming libero di RN.

Clicca qui per esser portato alla pagina dello streaming.
Qui per scoprire come funziona e partecipare alla chat.
Qui per suggerire i pezzi che vuoi sentire nelle prossime trasmissioni. Aggiungili alla playlist!
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